Ad aprire questo nuovo percorso editoriale è “Peel The Sun” di VHS PANTY RIOT, progetto darksynth indipendente proveniente dal Regno Unito, che costruisce il proprio immaginario attingendo alle colonne sonore horror anni Ottanta e Novanta, alla musica dei videogiochi action rétro, alla synthwave e a una produzione elettronica moderna più pesante e stratificata. Il singolo anticipa idealmente il periodo creativo del prossimo EP, atteso per giugno 2026, pur restando volutamente separato dal corpo principale della release.
“Peel The Sun” si colloca sul versante più nostalgico del progetto. Rispetto al materiale più aggressivo e muscolare associato a VHS PANTY RIOT, il brano sembra preferire una dimensione più calda, cinematografica e sospesa, vicina alla synthwave ispirata agli anni Ottanta. Non manca, però, quella lama oscura sottopelle che impedisce alla traccia di diventare semplice esercizio rétro. La nostalgia, qui, non è mai del tutto rassicurante: ha il colore del tramonto, ma anche la grana disturbata di una videocassetta consumata, il fascino di un vecchio film mai completato e la sensazione sottile che qualcosa, dietro l’immagine, stia lentamente andando fuori posto.
Il titolo stesso, “Peel The Sun”, suggerisce una visione straniante: non il sole come immagine di luce piena e consolatoria, ma come superficie da scorticare, da rimuovere, da guardare oltre. È una formula perfettamente coerente con l’estetica del brano, che sembra vivere in una zona di confine tra memoria e inquietudine. Le sonorità evocano paesaggi notturni, insegne al neon, strade vuote, orizzonti sintetici e tensioni da colonna sonora perduta. È musica che non racconta una storia in modo esplicito, ma lascia emergere immagini: un’auto che attraversa una città deserta, una luce arancione che si spegne dietro i palazzi, un dettaglio fuori fuoco che trasforma la malinconia in presagio.
Il riferimento a mondi come Carpenter Brut, alla darksynth e all’estetica VHS horror è evidente, ma “Peel The Sun” non si limita a imitare un codice già riconoscibile. Il pezzo lavora piuttosto su un equilibrio efficace tra calore melodico e tensione sotterranea. L’impatto non è quello di una traccia puramente aggressiva da club oscuro, ma di un frammento elettronico più narrativo, dove la produzione sembra costruire uno spazio da abitare più che una semplice sequenza da ballare.
La scelta di pubblicarlo come singolo autonomo appare sensata: il brano conserva un’identità propria, forse più contemplativa e laterale rispetto al futuro EP, ma proprio per questo interessante. È come una deviazione nel percorso, una scena tagliata che però rivela qualcosa di essenziale sull’universo dell’artista. VHS PANTY RIOT dimostra di saper modulare la propria oscurità, passando dalla durezza darksynth a una forma di malinconia retrofuturista più sfumata, senza perdere personalità.
Merita attenzione anche la cura dell’apparato creativo: scritto e prodotto da VHS PANTY RIOT, mixato e masterizzato da Juho Kilponen, con artwork firmato da Josie Kilby, il brano si presenta come parte di un immaginario coerente, dove suono, immagine e atmosfera dialogano in modo naturale.
“Peel The Sun” è una traccia evocativa, notturna e cinematografica, capace di parlare agli appassionati di synthwave, darksynth, soundtrack horror e retro-elettronica, ma anche a chi cerca nella musica elettronica una componente più narrativa e visiva. Non è solo un omaggio agli anni Ottanta: è una cartolina alterata da un passato immaginario, dove la nostalgia brilla per un istante prima di rivelare la sua ombra.
