Recensione
Con “From The Start”, i Giufà tornano a riaffermare la propria identità più incendiaria: quella di una band che non si lascia rinchiudere dentro una definizione comoda, ma costruisce il proprio linguaggio attraverso l’incrocio tra Mediterranean gipsy punk, Balkan ska, tarantella siciliana e attitudine rock. Il nuovo singolo, disponibile dall’8 maggio 2026, arriva dopo un percorso live imponente, con oltre 150 palchi europei attraversati, tra cui festival di grande rilievo come Montreux Jazz Festival, Paléo Festival e Boomtown Fair.
Il titolo del comunicato è già una dichiarazione programmatica: “Disattivate le etichette, attivate From The Start”. Ed è proprio da qui che bisogna partire per comprendere il brano. I Giufà non propongono semplicemente una canzone da ballare, ma un piccolo manifesto contro stereotipi, luoghi comuni e giudizi superficiali. “From The Start” è costruita come una presa di posizione diretta, ruvida, senza troppi filtri, in cui il desiderio di libertà personale si intreccia con una satira sociale e politica dal taglio immediato.
Musicalmente, il pezzo sembra pensato per esplodere dal vivo. La miscela è quella tipica della band, ma portata a un livello di impatto ancora più fisico: chitarre rock, fiati balcanici, pulsazione ska-punk e un cuore mediterraneo che guarda apertamente alla tarantella siciliana. Il risultato è un brano che non procede, ma corre; non accompagna l’ascoltatore, lo trascina. C’è dentro il sudore dei concerti, il sole rovente evocato dal press kit, quella sensazione di festa ribelle in cui il ballo diventa anche gesto di liberazione.
Fondamentale è anche il lavoro di produzione, che riflette perfettamente lo spirito nomade del progetto. “From The Start” è stato registrato tra Repubblica Ceca e Italia, con sessioni presso lo studio Mixing Today di Rosta a Praga e a Venezia, Campalto. Il mix è stato curato da Dema dei Talco nel suo Silent Studio, una scelta molto coerente con l’anima ska-punk e militante del brano. La sua impronta sembra dare al pezzo una spinta ulteriore, rendendo il suono compatto, energico, frontale, ma senza perdere il carattere colorato e popolare della band.
La forza dei Giufà sta nella capacità di trasformare la contaminazione in identità. Molti progetti mescolano generi; pochi riescono a farlo senza sembrare un collage. In “From The Start”, invece, l’incontro tra Sicilia, Balcani e punk non appare artificiale: è una lingua comune, una grammatica istintiva costruita su ritmo, ironia, rabbia e voglia di movimento. La tradizione non viene imbalsamata, ma lanciata dentro una dimensione urbana, europea, festosa e combattiva.
Il brano funziona soprattutto perché mantiene un equilibrio efficace tra messaggio e immediatezza. La critica agli stereotipi non appesantisce la canzone; al contrario, ne alimenta la carica. “From The Start” non vuole essere un sermone, ma una scossa. È musica da palco, da piazza, da festival, da pubblico che salta e canta, ma con un contenuto ben preciso: rifiutare le etichette, smontare le categorie, ripartire da sé stessi.
Con questo singolo, i Giufà confermano di essere una delle realtà italiane più credibili nel campo della contaminazione mediterranea ad alta energia. “From The Start” è un inno sporco, solare, ribelle e travolgente: un brano che unisce la febbre del Balkan ska alla fisicità della tarantella e alla spinta del punk, trasformando la diversità in carburante sonoro.
Una canzone da ballare, certo. Ma anche da urlare contro tutto ciò che pretende di definirci prima ancora che possiamo cominciare.
