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Castell Embruixat – La nuova forma sonora di Guillermo Martorell

Il 13 giugno 2025 segna l’arrivo ufficiale di Castell Embruixat, il debutto omonimo del nuovo progetto firmato Guillermo Martorell: compositore, produttore e figura storica della scena sperimentale catalana. Un lavoro che non è soltanto un EP, ma un’esperienza immersiva, un castello sonoro costruito con memorie, ombre e trasparenze.


🌙 Una memoria sonora che respira

Nato come una serie di bozzetti notturni e registrazioni su cassetta, Castell Embruixat è cresciuto come un luogo mentale in cui camminare ad occhi chiusi. Le sue tracce non raccontano, ma evocano: sono melodie spettrali, stratificazioni elettroniche e costruzioni cinematografiche, degne della lunga carriera di Martorell come compositore per il cinema.

Il suono è profondo, sospeso, quasi tangibile nella sua evanescenza. È ambient, sì, ma anche post-rock, drone, minimalismo emotivo. È una colonna sonora per sogni inquieti e ricordi che non trovano pace.


🎛️ Un viaggio che parte da Barcellona e arriva ovunque

Martorell non è nuovo ai territori dell’esplorazione musicale. Collaboratore di Maria Rodés, Mazoni, Mariona Aupí, è stato anche fondatore di Mr. Hubba & el Mono Inventor, band leggendaria della scena elettronica sperimentale di Barcellona. I suoi live lo hanno portato a calcare palchi prestigiosi come il Sónar Festival e il Meltdown Festival di Londra.

Con Castell Embruixat, si apre una nuova fase: più intima, ma non meno radicale. Un progetto che rinuncia all’identità di “band” per abbracciare quella di spazio emotivo condiviso, abitato da suoni, riverberi e presenze.


🎚️ Sul palco: tra ipnosi e rituale

Dal vivo, Castell Embruixat si trasforma. Accanto a Martorell salgono sul palco Verde Lima (Improkkake Recordi, El Sicariato) e Jordi Bosch (Medusa Box, Ferran Palau). Le composizioni diventano performance immersive, in cui luci, silenzi e improvvisazione guidano l’ascoltatore dentro e oltre la musica.


🧙‍♂️ Conclusione: un castello stregato da abitare

Castell Embruixat è un debutto che non urla, ma incanta. È un’opera che parla a chi ha voglia di fermare il tempo, di ascoltare la nebbia, di abitare il suono come si abita un sogno. Guillermo Martorell conferma ancora una volta la sua capacità di reinventarsi, rimanendo sempre fedele a una sola cosa: l’autenticità.

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